Vi odio tutti.
Stieg Larsson, pace all’anima sua, ha scritto un libro che si intitola “Uomini che odiano le donne” e credo che veramente in pochi non ne abbiano sentito parlare. Io questo libro non l’ho letto, o almeno, non ancora. E’ troppo sulla cresta dell’onda: tutti ne parlano, tutti l’hanno letto o lo stanno leggendo. Poi, passato il clamore e qualche mese, lo leggerò: quando dedicarsi a tale lettura sarà una scelta vintage, quasi retrò, non più trendy e di moda. Probabilmente mi piacerà moltissimo ma sicuramente lo negherò: troverò delle obbiezioni da fare sullo stile, avanzerò delle perplessità sulla storia e farò notare i miei dubbi sull’autore. In ogni caso non volevo parlare di questo libro: mi serviva soltanto il titolo come pretesto per dire che se fossi stata io l’autrice di questo libro non lo avrei chiamato “Uomini che odiano le donne” ma piuttosto “Uomini che odiano pure le donne” oppure "Uomini che odiano” o "Donne che odiano"… e basta! Perché è così… io odio. Senza troppa forza, in fondo con poca determinazione, non mi agguerrisco troppo ma sono infastidita almeno dal 99,9% della gente che mi circonda.
Odio chi parla troppo forte al cellulare. Odio chi và in giro pensando che stà su una passerella e ha un riflettore puntato addosso. Odio chi parla in dialetto...odio chi pensa di avere ragione... Odio chi mi fa perdere tempo. Odio chi pensa che la carriera sia tutto e senza saperlo si perde pezzi della sua vita per strada. Odio l’ignoranza, l’intolleranza e la superficialità. Odio chi non ascolta...chi non mi ascolta...chi non mi lascia ascoltare. Odio chi non mi spiega...chi non risponde ai miei perchè...odio chi nega l'evidenza. Odio chi è sempre giù di morale come chi è troppo sù di morale. Odio chi non propone...e chi è troppo propositivo. Odio chi dimentica e chi non sà dimenticare. Odio chi non si adatta, chi non è adatto e chi non si sà adattare...Odio chi non sa fare il genitore...chi ricade le sue colpe sui figli. Odio chi non stà al suo posto per i propri meriti. Odio chi non ha idee...come chi pensa di averne. Odio chi perdona e non capisce chi non perdona. Odio chi non si mette in discussione...odio chi è scontato, banale e superficiale come chi fa l'alternativo a tutti i costi...odio chi cambia idea come chi non la cambia. Odio chi non comprende...chi non mi comprende e non capisce la mia storia. Odio chi non capisce. Odio chi è troppo ambizioso. Odio chi si veste male credendo di essersi vestito bene. Odio chi non è opportuno. Odio chi non si propone e rimane arroccato nelle sue certezze, mentre le certezze non esistono. Odio chi non combatte e ti vuol convincere di non farlo perchè tanto non cambi niente. Odio chi mi dice di far fuori il primo a caso. Odio chi pensa che la colpa sia di una sola persona e chi invece crede che la colpa sia di tutti. Odio chi scoraggia invece di incoraggiare. Odio chi si crede salvo e chi si crede colpevole. Odio chi spara sempre sulla crocerossa pensando di farla franca. Odio chi decide al posto di un altro. Odio chi non sa rialzarsi dalle batoste della vita. Ma soprattutto odio chi non ti da l'opportunità di rialzarti.
E tu chi odi?
La debolezza altrui.
Mi sento dire: "Voglio ammazzarmi ma sono così vigliacco che non sono capace di farlo." Rispondo: "Vigliacco è colui che non ha il coraggio di vivere o di chiedere di voler vivere. Ma dimmi: non hai mai pensato che si è più animosi nel saper continuare a vivere ora anche soffrendo in ogni momento? Vorresti sempre avere il cielo azzurro ma lo sai che i mesi sono più neri che sfumati? Abitiamo in zone tormentate."
Credo che sia più soddisfacente camminare sotto la pioggia sentendo gli spilli in faccia che ripararsi dalle intemperie sotto un ombrello che spesso vola via. Se t'ammazzi quale ricordo potrà lasciare il tuo cuore in questa vita...è meglio vivere in laceranti attese, no? Che sospendere il loro corso vitale. Certo che bisogna avere un bel coraggio d'azione e non solo di pensiero, tra passi lenti di quieti sguardi e ricordi spezzati appesi ad un muro tra sofferenze che sobbarcano il cuore ed incomprensioni della vita che regneranno per sempre mute. Se speri che il tuo viso rimanga impresso su una lapide ghiacciata con penetrante tristezza allora scordatelo, la scelta è tua, ma ti ringrazio perchè senza la debolezza altrui nessuno sarebbe così forte davanti al dono della vita nell'umile capacità di sopravvivenza.
(Dedicatissima. Dal web)
Il resto è solo un dettaglio.
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Si ricomincia tutto da zero. Mi dispiace, mi dispiace da morire, ma è questo quello che sento, specialmente nei tuoi confronti. Ho paura, Dio se ho paura. Ma ho imparato a sopportarla ormai, ci convivo da troppi anni. I cambiamenti spaventano tutti, credo. Specialmente i cambiamenti improvvisi e non voluti. Ed ora che succede? Che succede? Non mi sento più padrona di nulla, la terra mi si sgretola sotto i piedi...quella terra che tanto amavo. Sono spaventata ma felice...felice che finalmente qualcosa sotto di me, dentro di me, intorno a me si sta smuovendo. Così non potevo più andare avanti. No, non potevo. So che tu dipendi dalle mie azioni...so che dovrai sottostare a quello che "io" deciderò... Non posso rimanere nel limbo con te perchè tu hai paura di combattere ma io no. Non posso. Vorrei avere conferme anche dall'esterno, ma, come sempre, l'esterno mi delude. Non mi richiama a sé e mi delude. Mi hai deluso, non sei come credevo. E quindi che fare? Contare solo su me stessa. Io presente. Io ci sono. Il resto è solo un dettaglio.
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Solo e sempre Donne.
Gli uomini sanno comunicare con le donne?
Mi sono sempre fatta questa domanda. Me la facevo nell'adolescenza quando vedevo che il mio partner non mi capiva ed ora, a 40 anni suonati, la domanda si è fatta più insistente e ricorrente. Come mai? -mi chiedo-. Semplicemente perchè sono finalmente riuscita a disintossicarmi-se mai lo sono stata- dall'uomo in senso generale. Io non ho bisogno solo di un uomo per essere e vivere felice. Sono felice a prescindere. Punto. Sono felice perchè mi amo, mi amo da sempre e mi amo sempre di più. L'uomo è un satellite a parte che quando c'è deve riuscire a farmi stare bene, mi deve arricchire e far aumentare la mia spiritualità e passionalità. Se non c'è "Amen": a volte, noi donne, riusciamo persino a stare anche meglio. Sono arrivata a questa decisione sofferta sicuramente perchè ho cercato in tutti i modi di avvicinarmi al genere maschile, così diverso dal nostro. Prima soffrivo abbastanza per colpa degli uomini, perchè mi aspettavo che loro sentissero e ragionassero come me, quindi da donna. Ma ogni volta che non avveniva ciò, che non dimostravano la mia stessa sensibilità...soffrivo. Poi ho letto un libro: "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" e all'inizio non volevo ammettere che inevitabilmente esiste una netta diversità tra uomo e donna. Mi faceva male ammetterlo perchè avrei voluto trovare un uomo a mia immagine e somiglianza; poi mi sono dovuta arrendere. E' vero. Siamo diversissimi, nel modo di agire, di fare, di sentire e soprattutto di comunicare. E questo è davvero un punto cruciale per le relazioni tra uomo e donna. Perchè se una donna dice A, l'uomo non capisce e risponde B, perciò non si rispondono mai a tono. Perchè non si capiscono. Ebbene l'uomo non capisce mai quello che dice e vuole una donna. E' incredibile ma è così... Non sto parlando solo di bisogni, emozioni e desideri, ma di parole della semplice lingua italiana. E ne ho la prova lampante grazie alle mie passate esperienze sul campo. Ma è possibile che l'uomo non capisca cosa cerco? L'unica spiegazione che posso dare è che loro hanno un rapporto distorto con le parole ed il loro significato. Cosa che non facciamo noi donne. Noi li capiamo, li comprendiamo e li rispettiamo-certo non tutte-. Rispettiamo immediatamente anche una persona che non conosciamo. Cosa che loro non fanno. Ma vi rendete conto che menefreghismo, superficialità ed arroganza? Così sono la maggior parte degli uomini: sono talmente banali che fanno ridere. Care Donne, il mondo degli uomini è a se stante...bisogna solo resistere ed evitare il più possibile di farci cambiare. Ci ritengono solo merce di scambio e di loro proprietà. Al diavolo...tutti loro!
E Auguri a tutte le Donne!
Anche se l'8 marzo era ieri...noi dobbiamo festeggiare ogni giorno. Fiere di essere Donne, Femmine e Vipere.
Imperscrutabile mistero.
"La vita è un mistero: più ti ci addentri e più si infittisce"
Liberami dalle catene.
Vita perduta tra rimpianto e dolore.
Vita nascosta nei meandri del cuore.
Catene d'acciaio a stringere i polsi, catene non volute ma accettate, forse cercate.
Nei miei occhi il pianto e la colpa, nel mio corpo la voglia di amare.
Rinuncio, rinuncio all'amore, rinuncio alla vita,
perchè qualcuno ha bisogno di una rosa anche appassita.
Lentamente sfiorisce, lentamente scompare la mia voglia di qualcosa di grande, lasciandomi dentro un vuoto d'amore e lacrime amare.
Io ti ho pregato, io ti ho implorato, non buttiamo via la vita che Dio ci ha dato.
Siamo nati per esser felici, siamo nati per darci l'amore.
Guardo il tuo viso e vedo un sorriso, nascosto, celato,
come un bacio di notte rubato.
Belli i tuoi occhi, splendenti alla luce del sole,
mi abbagliano il viso e mi scaldano il cuore.
Vorrei rubarti, portarti lontano, dove non esiste il presente,
ma solo un futuro di gioia,
per darti l'amore che ho dentro, per avere l'amore che hai dentro.
Una carrozza con cento cavalli è pronta lì nelle fiabe per volare da te e sognare.
Ma le fiabe svaniscono all'alba lasciando dentro solo vuoto e dolore.
Non mi fare appassire, non mi far sfiorire,
non mi far morire per colpe non commesse.
Ma svegliami dal sonno profondo, spezza le catene che mi legano
ad una vita che non accetto e dammi l'amore che chiedo,
perchè non ci sarà un'altra vita per darci un amore infinito.
Carnevale: gioia pura.
Mi hanno sempre mascherata fin da piccolissima. Ed il 1979 è stato l'ultimo Carnevale che ho passato con mio padre. Ma io, testardamente, ho continuato la nostra tradizione di famiglia. Mascherandomi ogni volta che potevo.
"Ognuno di noi per sopravvivere indossa la propria maschera"
Situazioni che si ripetono senza tempo
Metti tutta la forza che hai nei tuoi fragili nervi
Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo...
e in un altro ti svegli e devi cominciare da zero.
Insisti di più.
Sensuale ed erotico.
"Credimi ancora" Marco Mengoni (Io in te ci ho sempre creduto)
La mia preferita. Meritiva di più del terzo posto, ma tanto non conta chi vince a Sanremo conta chi vende più dischi. Comunque Marco è un animale da palcoscenico e avrà molto successo. Grande Marco.
Ora
Credimi ancora
prendi un respiro
lasciati andare
datti la spinta per saltare
Ora
hai le mie mani
stringimi forte
non guardare indietro
non ti lascerò
(forse si forse no…)
Mi trasformerò
sarò lupo e rondine per gli occhi tuoi
ti confonderò
sarò forte e debole e mi amerai
restami accanto quì nel mio labirinto
Ora
Credimi ancora
cambia il destino
non ti voltare
se mi vuoi
vieni e non pensare
Ora
hai le mie mani
tienile ancora
adesso puoi fidarti
io non ti perderò
(forse si forse no…)
Non ho bisogno.
"Io non ho bisogno di denaro, ho bisogno di sentimenti." (Alda Merini)
Auguri a tutti i Gatti!
"C'è sempre un gatto per ognuno di noi, un gatto che entra nella nostra vita, a volte all'improvviso, a volte per caso, a volte di soppiatto...ma ci lascia sempre un'impronta nel cuore."
La Festa Nazionale del Gatto è nata nel 1990 e ricorre il 17 febbraio. Questa giornata del gatto è un’idea della giornalista gattofila Claudia Angeletti che aveva proposto un referendum tra i lettori della rivista “Tuttogatto” per stabilire il giorno da dedicare ai gatti, la proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col. Il 17 febbraio è una data simbolica scelta in base allo spirito che caratterizza i beniamini festeggiati. I significati racchiusi da questa data sono molteplici:
1) Febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ossia degli spiriti liberi, anticonformisti, saggi e astuti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole.
2) Il 17 perché, pur non ricadendo di venerdì, richiama le atmosfere arcane e superstiziose alle quali il gatto è legato da secoli, in particolare nel Medioevo.
3) Il 17 perché si può interpretare come 1 vita per 7 volte, infatti secondo la tradizione popolare il gatto ha il beneficio di avere ben 7 vite; nei paesi nordici il 17 è un numero portafortuna e significa proprio “vivere una vita per sette volte”.
4) Il 17 perchè in numeri romani si scrive XVII che anagrammato si trasforma in “VIXI”, ossia “sono vissuto” o “sono morto”, in quanto il gatto con le sue 7 vite può affermare di essere morto più volte e quindi di aver esorcizzato la morte.
In Giappone, nel tempio di Nikko il gatto dormiente riceve ancora offerte dai turisti e dai fedeli. I giapponesi sono particolarmente legati alla figura di questo animale tant'è che usano il simbolo di un gatto seduto e con la zampina alzata, il cosìdetto Maneki Neko (Maneki sta per “gesticolante” e Neko per “gatto), per dare il benvenuto in una casa o anche come portafortuna. La statuetta del Maneki Neko esiste di diversi colori ed ognuno ha un diverso significato, ad esempio il nero è contro le malattie, il celeste per la sicurezza personale, il giallo per l’amore, etc.
Perciò TANTI AUGURI A TUTTI I MICI DEL MONDO!
(Un dolce pensiero alla mia gatta Nina scomparsa -guarda caso- il 17 novembre 2006 alla veneranda età di 18 anni. E un grattino alla mia nuova gatta bianconera che è entrata nella mia vita così...all'improvviso.)











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