L'inizio della fine.


Questa donna si merita la sua vendetta, imparate a rispettare il dolore altrui almeno per una volta. Io e te siamo sulla stessa barca e questa barca sta affondando. Una potrebbe affogare e l'altra si potrebbe salvare; ma quelle come noi che hanno camminato sempre insieme e vissuto vicine non possono dividersi proprio alla fine, nei films non esistono due finali diversi...se si è complici nella vita è giusto esser complici anche nella morte e affondare insieme. Perciò mi seguirai ovunque io vada...perchè Io mi merito la mia vendetta.
"Non si può più andare avanti per allusioni. Ormai ci sono cose talmente urgenti nella vita che le allusioni non servono più a niente."
Ironia della sorte...in rima.

"Brucio per nature non mie che vorrei possedere e bruciando godo dell'effetto che il mio fuoco gioca sul viso dei miei carnefici."
Uccidere per non uccidersi.

Essere libera per me vuol dire non essere influenzata a tal punto da non capire più cosa voglio, nel senso...vedere gli altri che hanno una bella vita, hanno un bel lavoro...automaticamente nasce il desiderio di vivere la stessa cosa...però magari per me non sarà così, anche il successo messo su di me non è la stessa cosa. Io non sono come tutta la gente, anzi...io ho molta paura della gente...mi sento addosso una Forza diversa da quella degli altri, la Forza di non voler essere Omologata per nessuna ragione al mondo, di non stare lì a dire sempre "Si signore!" ad ogni cosa che mi da piacere ma che non mi appartiene. Ci sono delle cose che mi fanno molta rabbia, che vorrei fossero differenti; ho capito che è necessario uccidere i propri padri per andare avanti nella vita e non mi nascondo nella volontà di essere mite per essere accettata...però a questo punto non devo aver paura della gente (mi ripeto spesso), se non mi capiscono è un problema di chi non può capirmi, non mio. La mia visione del mondo, da qualche anno, è contrastante con quella degli altri: ho una forte reazione istintiva alle tante ipocrisie e alle tante non verità che c'impongono ogni giorno, voglio sempre mettere in dubbio le certezze...che non esistono, perciò sto contestando ciò che comunque vivo, ma è normale che devo viverlo ciò che contesto sennò non potrei conoscerlo. La famiglia per me è sempre stata molto importante, sia come nucleo sia come ambiente in cui crescere, però in alcuni casi è anche dannosa. Quando iniziano ad esistere dei segreti tra te ed i tuoi familiari allora...l'Amore, il Rispetto, la Stima vanno a farsi fottere! Non dovrebbero mai esserci dei segreti in famiglia, come nel mio caso, per me è stata dannosa, si è spezzato quel filo che ci manteneva unite, si è spezzato tutto, ogni rapporto, si è sgretolato sotto i miei occhi un focolare domestico molto importante, che era sempre stato il mio punto di riferimento e adesso mi sento tradita nel profondo dell'anima (brutta sensazione). (Patchouli)
-"A volte occorre sbattere la testa contro un albero per capire ciò che si deve fare e che il segreto delle cose è privo di significato... Quando ho visto sotto il letto la pistola mi sono sentita subito nervosa, perchè era identica a quella del mio sogno. Mai nella mia vita avrei pensato di diventare come una beduina in mezzo al deserto, consapevole di dover uccidere qualcuno per metter fine alla sua infelicità. E all'improvviso ho visto tutto più chiaramente, come quando si pulisce il vetro appannato di una finestra. Ho temuto che se non avessi fatto niente, da un momento all'altro sarebbe esploso qualcosa, magari io; e così ho deciso immediatamente di uccidere per evitare di uccidermi. L'unico problema era che loro, essendo entrambi così infelici di questa situazione del cazzo, mi ritrovavo a non sapere quale dei due uccidere. Per l'ultima volta ho udito una voce, che non era quella di mio padre, sussurrare: "Buongiorno Principessa!" e non ne sono rimasta turbata...alla fine la voce si è abbassata fino a diventare un vento che ha spazzato via il rassicurante odore di acqua di colonia e per la prima volta in vita mia mi sono resa conto che non devo per forza vivere in un mondo di scadente acqua di colonia e che forse in questo momento non ci sono altre cose da scoprire. Contare i pesci non sarà stata una scienza ma in qualche modo mi ha preparata per l'immenso oceano. Non so perchè... ma mi tornano in mente le parole di mio padre, quelle che dicevano che il lavoro è come un cappello che ti metti in testa, per cui anche se non hai i pantaloni o la gonna non devi andare in giro vergognandoti del tuo sedere perchè hai un cappello in testa. E anche se mia madre si è sudata tutto quello che ha, non sono tanto sicura che qualche cosa di quello che ha le sia servito davvero in questa situazione. Io e lei siamo sempre state come una sola persona che avrebbe avuto bisogno di vivere veramente in due corpi separati, indipendentemente dall'Amore e dall'Odio che proviamo l'una per l'altra. Dopo la bufera non posso dire che la vita sia bella: tutto quello in cui ho sperato era che il bambino africano del mio sogno saltasse fuori da una di queste porte e mi abbracciasse... E anche se non mi sono sentita più come un pesce fuor d'acqua io mi sono resa conto di non sapere nulla e , ancora, di non esser riuscita a capire un bel niente di questa situazione del cazzo in cui mi trovo. Sono solo felice di essere ancora viva."- (Dal film Arizona dream)
Fabri Fibra e Gianna Nannini "In Italia"
Ci sono cose che nessuno ti dirà... Ci sono cose che nessuno ti darà...
Sei nato e morto quà Sei nato e morto quà
Nato nel paese delle mezze verità
Dove fuggi?
In Italia pistole in macchina
In Italia Macchiavelli e Foscolo
In Italia i Campioni del mondo
Sono in Italia
Benvenuto
In Italia fatti una vacanza al mare
In Italia meglio non farsi operare
In Italia non andare all'ospedale
In Italia la bella vita
In Italia le grandi serate e i gala
In Italia fai affari con la mala
In Italia il vicino che ti spara
In Italia...
rit.(x2)
Dove fuggi?
In Italia i veri mafiosi sono
In Italia i più pericolosi sono
In Italia le ragazze nella strada
In Italia mangi pasta fatta in casa
In Italia poi ti entrano i ladri in casa
In Italia non trovi un lavoro fisso
In Italia ma baci il crocifisso
In Italia i monumenti
In Italia le chiese con i dipinti
In Italia gente con dei sentimenti
In Italia la campagna e i rapimenti
In Italia...
rit.(x2)
Dove fuggi?
In Italia le ragazze corteggiate
In Italia le donne fotografate
In Italia le modelle ricattate
In Italia impara l'arte
In Italia gente che legge le carte
In Italia ASSASSINI MAI SCOPERTI
In Italia volti persi e voti certi
In Italia...
Ci sono cose che nessuno ti dirà... Ci sono cose che nessuno ti darà...
Sei nato e morto quà Sei nato e morto quà
Nato nel paese delle mezze verità
Dove fuggi...
Un sogno? Ce l'hanno tutti. Il suo? "Uno dei miei sogni era stato quello di rimanere nella mia terra...Raccontarla...E continuare, come dire, a resistere!"
Sussurro nevrotico.

Nel mezzo del piacere fu creata. Nel mezzo della gioia fu a casa portata. Allora aveva esultato: "Grazie d'esser nata!" Ma tutti pensarono che piangeva.
Protetta dalle mura i suoi arti s'allungarono, il suo corpo si riempì di forze, la sua mente si svuotò di certezze. Nel giorno dei primi peli ebbe il permesso di vagare sulla piazza principale. Allora vide il mondo, vide il passato dal bronzo ridacchiare, vide la vita! Riprodotta in cera, nel minimo particolare. Vide della gente imbalsamata, seduta in attesa d'un caffè, vide il cielo, sul quale gli spazzini scelti lucidavano quella scritta in oro puro. Poi vide un vecchio con l'occhiale nero e un bastone bianco e le venne di seguirlo. Lo vide uscire fuori dalle mura e volle uscire lei medesima. Vide il cartello: "E' rigorosamente vietato rimanere al di fuori delle mura al rintoccar della campana!". E volle uscire ancor di più. Allora uscì e vide lo spazio. E in mezzo allo spazio vide un fiume e sul fiume vide scorrere un'infinità di gondole, lente, come le nuvole, senza nessuno al timone. E sulle gondole vide i corpi in mucchio, piccoli, altezza metà d'un uomo adulto, immobili, con la luna negli occhi spalancati, rigidi, resi cadaveri di sorpresa, profumati, truccati di pallido per l'occasione. Guardò a lungo gli angeli che viaggiano, le gondole che scorrevano, silenziose come la neve e non poté capire niente. Poi si fece buio e lei si mise intimorita e guardò il cielo quando s'immerge nella notte e pensò: "Dov'è la fine? Per chi un così profondo pozzo dovevano scavare?". E si chiese se l'uomo infine risolva qualche cosa, o siamo solamente quì per l'equilibrio delle stelle. I pensieri diventarono troppi e continuarono ad avanzarne altri e tutti in forma di domande e nessuno in forma di risposte e aumentarono, si moltiplicarono e la sua mente volle espandersi e il suo cervello volle squarciarsi e il suo cranio non poté contenere. Allora di colpo, come per magia, tutte le aperture del suo corpo si rimarginarono in fretta e la pelle rinchiuse il corpo e non vi poté entrare più niente e non poté uscire niente. E rimase chiusa dentro. La campana intonò il coprifuoco e il suono non poté penetrare. E rimase chiusa fuori. Ma il buio non le calmò l'animo e continuarono a riproporsi dubbi su dubbi e non risolse che: Un'anatra tagliata a metà, non corre mica a velocità doppia! Sconvolta e spaventata volle rientrare, si mise a bussare, a graffiare sul portone con le unghie come un gatto. Tant'è vero che un guardiano con un trapano in mano, non riuscì a sopportare e gli venne la pelle d'oca. Gli gridò: "Basta! Inutile graffiare! La legge parla chiaro! Chi non è integrato viene isolato! Perchè non provi a pregare, se il tuo corpo è condannato il Signore può salvare la tua anima almeno!". A quel punto se ne andò dalla fede rinforzata, disse solo: "Fanculopensiero! Io mi affido a Dio." Distesa nel nulla chiese a Dio d'incontrare il Diavolo per chiedergli uno stregone in prestito per poi fare con egli un figlio mostro, legittimo erede della sua mente malata.
Ed è così che la trovarono, i pescatori di uomini e la misero in gabbia temendo qualche stramberia. Ma lì subentrò un infermiere divino e le fece assaggiare la sua prima nocciolina. Allora di colpo, come per magia, spuntarono le orecchie la bocca e gli occhi e via via tutti gli altri buchi e la giovane si mostrò umana, tutta d'un pezzo. E fu dolce e buona come il pane, docile a chiunque alzasse la voce, proprio come un cane, innamorato del proprio padrone. Gli anni passarono, i sacchi di noccioline si svuotarono, sino a una mattina di sole viola, quando il divino infermiere le annunciò: "Ancor oggi sarai libera!". Poi la portò dal severo professore: "Toglietele il guinzaglio!" Egli comandò. A quel punto la giovane finalmente confessò: "Professò, io di lei son pazza!" "Suvvia!" Egli gli rispose "Tu sei pazza già da te, ma ciò non potrà gravare poiché lo stesso puoi andare, dal più grande male sei guarita, i tuoi pensieri abbiam cacciato! Sei quindi libera, ma se i tormenti dovessero tornare, segui il mio consiglio, prendi quattro noccioline ogni dopo pasto." Da quel giorno in poi la giovane fu felice e non smise mai di cantare: "Adesso sono sana libera e umana...con il rosso io attendo...col verde cammino...So che per stare bene ci vuole poco niente...quattro noccioline...due rosaaa! E dueee! Giallineeeeee!.
"La legge parla chiaro, chi non è integrato viene isolato!"
Datemi la Verità.

Perchè? I punti interrogativi riesco solo a farli aumentare. Perchè? Nell'affanno di farmi comprendere non vengo compresa. Perchè? Nella totalità di ciò che provo vengo fraintesa. Posso sentirmi dire di tutto o sentirmi dire niente ed ostinarmi maggiormente nell'essere dalla parte della ragione. Investo tutta me stessa in questa ostinata e complicata ricerca della verità senza minimamente pensare al futuro e a quel che succederà. Ho solo tanto bisogno di sapere, di capire, di sentire e di dire ciò che voglio, ho la brutta abitudine di dire tutto, a volte troppo per mettere le mani avanti, per fare sapere a qualcuno di importante che qualcosa ho intuito di questa maledetta matassa di cui non trovo il bandolo iniziale. Ho battuto di quelle musate per terra che non mi sono per niente divertita, ho scoperto (credo) i veri traditori e tutto avrei potuto sopportare, ma il sangue del mio sangue...no, non posso abituarmi all'idea che colei che mi ha tenuta per nove mesi nel suo grembo mi tenga nascoste delle verità così importanti e vitali per me. Se fossi madre darei la mia vita per mio figlio/a: la maggioranza dei genitori la darebbero, chi non lo fa non ha il diritto di essere genitore e, a suo tempo, non avrebbe nemmeno dovuto mettere al mondo dei figli avendolo fatto solo per proprio puro egoismo. Almeno io "rischio" dicendo queste cose pur sapendo che sarebbe più semplice non rischiare non dicendo. Sarò complicata, va bene, ma proprio per questo cerco di spiegarmi e di capire, ca-pi-re, (l'ho sillabato), comprendere cose alle quali, come dice Lei, non esiste una spiegazione logica...come? Non eri tu che, a gran voce, hai sempre sostenuto che c'è una spiegazione per ogni cosa? Ed allora? Mi vuoi prendere per il culo adesso? Non ci saranno spiegazioni semplici, certo, ma perchè non riesco a capire? Perchè non riesco a capir-Ti? Difetto di comprensione o di spiegazione-comunicazione?
Mi sillabate per favore? Mi fate un disegnino semplice, perchè proprio io non capisco.
Certe voci non smettono mai di bisbigliare dentro di me. Bisbigliano verità troppo grandi da accettare, inglobano un contenuto emotivo ingombrante, spesso doloroso e pungente che, inevitabilmente, attanaglia i moti della mia anima. Un microuniverso ingarbugliato esige urgentemente un riassetto, un recupero di una trasparenza, che nasce solo dallo scavare fino in fondo a me stessa, con occhi e cuore aperti, fino al rivelarsi di certe nudità delle cose, fino a riacquisire certe completezze, un "intero" integro, ben piantato nelle sue nuove fondamenta...sempre se queste verità verranno a galla.
"La prima responsabilità è nei confronti di sé stessi."
Sento che è il caso di scrivere anche senza sapere bene cosa. E' il caso di scrivere e basta. Forse dovrei scrivere di oggi, di ieri o di sabato, ma non mi va di scrivere di queste cose come fanno quasi tutti. Devo scrivere che io ho ragione. Non sto sbagliando. Ho sbagliato ma ora non sto sbagliando. Sento che devo scrivere di questo, non per convincermi, ma perchè non devo saperlo solo io. Non sto sbagliando. Non so spiegare il perchè, ma sono completamente dalla parte della ragione. Quando scelgo di non fare qualcosa è perchè qualcosa dentro di me mi dice che non devo farlo. E non è un'illusione campata in aria come possono esserlo tante altre cose. Non è l'opposto di qualcosa, un ideale che è solo il riflesso distorto di un altro, un ammasso di idiozie senza un perchè. Se faccio o no qualcosa è perchè mi appoggio a qualcosa di vero, di autentico, che c'è dentro, è da qualche parte, non saprei dire dove ma so che c'è. C'è. E non m'importa di chi o cosa mi si parerà davanti, non m'importa come cercheranno di trascinare me o altri giù...sarà tutto vano perchè io voglio andare avanti e seguire quel qualcosa di vero che c'è e non mi fermerà niente, se non la morte, ma è finita si dice alla fine. Forse sarà scontato dire che alla fine quel che c'è lo faranno ipocritamente apparire come niente nel niente, buio nel buio, un nulla ancora più orribile del nulla cosmico...ma per me il resto che c'è è luce, anzi verità (quella che cerco da tempo). E nella ricerca non cadrò più, ormai sono già a terra, non devo temere se aprirò altre voragini negli antri bui della mia strada, sono già in fondo e anche se si spezzeranno altri pezzi di carne...non cadrò più, non ho più niente da perdere.
"Lottare per la verità non è semplice specialmente quando si sta male."
La guida
Quela Vecchietta ceca, che incontrai
la notte che me spersi in mezzo ar bosco,
me disse: "Se la strada nun la sai,
te ciaccompagno io, che la conosco.
Se ciai la forza de venimme appresso,
de tanto in tanto te darò una voce
fino là in fonno dove c'è un cipresso,
fino là in cima, dove c'è la Croce..."
Io risposi: "Sarà...ma trovo strano
Che me possa guidà chi nun ce vede..."
La Ceca, allora, me pijò la mano
E sospirò: "Cammina!"
Era la Fede.
(Trilussa)
Per te mio Amato.

"Mio signore amato
non avere paura
non ti muovere
non parlare
nessuno ci vedrà
resta come sei
io ti voglio guardare
abbiamo una notte tutta per noi
ed io ti voglio guardare
il tuo corpo per me
la tua pelle
le tue labbra
chiudi gli occhi
nessuno ci può vedere
io sono vicina a te
mi senti vero?
Quando ti toccherò per la prima volta
lo farò con le mie labbra
tu sentirai il calore
però non saprai dove
forse sarà sui tuoi occhi
appoggerò la mia bocca sui tuoi occhi
e tu sentirai il calore.
Apri gli occhi adesso mio amato
guardami
i tuoi occhi sul mio seno
le tue braccia mi sollevano
per farmi scivolare su di te
la mia piccola voce
il tuo corpo che trema
questo istante non finirà
lo vedi?
Per sempre getterai la testa all'indietro
per sempre scivoleranno lacrime dalle mie ciglia
questo momento doveva essere
questo momento è
e questo momento continuerà da ora fino alla fine.
Noi non ci vedremo più
l'abbiamo fatto e tu lo sai
quel che era per noi
credimi amore mio
l'abbiamo fatto per sempre
serba la tua vita al riparo da me
e se servirà alla tua felicità
non esitare un attimo a dimenticare
questa donna che ora ti dice
senza traccia di rimpianto
Addio."
Credevo fossi morta e non c'era più niente di bello a questo mondo.
(Questo è 'vero Amore' ed è quel che vorrei Tu provassi se io non ci fossi più.)
Come mi giudichi?


(Come a tutte le mie domande, purtroppo, nemmeno di questa conoscerò la risposta. Crudele destino infame.)
"La vita cambia, eppure rimane sempre uguale: un inizio, una fine, incertezza! Il coraggio tiene tutto insieme, quando sembra che non ci sia più un domani." Patchouli
Idealismo ottimista.

Amavo stare distesa a pensare le cose del giorno.
Mi sentivo rapire dal sonno e nel sogno vedevo tanta gente andare verso l'infinito.
La folla stretta attorno a Lei, caduta sotto i colpi della lupara, incazzata chiedeva giustizia.
Non possiamo subire ancora.
Ricordo quando placavi in me la rabbia provocata dalle ingiustizie e mi insegnavi ad ascoltare con pazienza le altrui ragioni.
Ricordo quegli occhi che non avevano più lacrime da versare, il cuore indurito come la pietra e la bocca abituata a tacere sotto la tortura.
Erano tempi bui e noi, avvolti dalle tenebre, cercavamo la strada della resurrezione e poi la trovammo lastricata da lutti, macerie, desolazione ma anche da tante rose rosse sparse dappertutto a ricordare quei giorni liberatori.
Sognammo allora.
Troppo tempo è trascorso invano.
Oggi non possiamo attendere ancora, perchè così facendo impareremmo, si ad ascoltare, ma cesseremmo di essere uomini [e donne].
Ora so ...
Ora so che devo credere a qualcosa se voglio dare un senso alla vita. Quella vita, ormai, dal tempo corrosa che nel buio dell'ignoto vive sopita.
Voglio volare alto, nel cielo con la luna e le stelle, e traversare sconosciute terre e profondi mari dove vivono i sogni e l'utopiche novelle e si perdono nel nulla le chiacchere delle comari. Devo pensare sicuramente al vivere quotidiano ma guai se mi fermassi e non guardassi lontano: all'amicizia, alla solidarietà, all'amore, a quegli ideali che ancora infiammano il mio cuore.
Il mondo stà cambiando profondamente sotto la spinta possente della gente e tu non puoi stare là ad aspettare che il vento spinga il fuoco a bruciare tutto quello che ancora c'è vicino e ci circonda. Dobbiamo salvare almeno le ultime cose belle raccolte nel sorriso dei ragazzi e delle fanciulle e lasciare scorrere quel fiume di sporcizia immonda.
Siamo esseri umani anche noi ...
A noi curvi dalla fatica oppressi e discriminati, non potete toglierci anche la speranza di alzare la testa e dire al mondo che siamo esseri umani anche noi -e non solo voi- che vivete nella ricchezza, che fate sfoggio di cultura, che amate la bellezza.
Noi barboni delle stazioni sporchi e dimenticati conosciamo solo i nostri stracci, le trappole, gli intrighi, i lacci che voi spargete per le strade urbane, che ci negate perfino il pane, un luogo per dormire e la gioia di sognare.
Noi porteremo la solidarietà, la pace, l'amore, dove ora non ci sono, porteremo la fiducia in quei luoghi dove invece ci sono immense praterie senza fine, strade deserte; là costruiremo case umane, città vivibili per non affogare nella noia, per esplodere con tutta la nostra gioia quando avremo riuniti spezzoni di cielo in un solo, unico, meraviglioso, cielo azzurro.
La pena capitale.

Forse un giorno questo Sistema elaborerà regolamenti procedurali o formule verbali che sapranno veramente fornire Coerenza, Equità e Affidabilità allo schema che riguarda le sentenze capitali. Non sono ottimista che tale giorno arriverà. Sono tuttavia più ottimista che questo Sistema saprà alla fine giungere alla conclusione che lo sforzo per eliminare l'arbitrarietà preservando l'equità nell'infliggere [la morte] è talmente destinato a fallire che esso -e la pena di morte- dovranno tutt'insieme essere abbandonati. Forse non riuscirò a vedere quel giorno, ma ho fede che quel giorno alla fine arriverà. In tutti i procedimenti penali, l'Accusato/a dovrà godere del diritto a un rapido e pubblico processo, da parte di una giuria imparziale del Sistema e del distretto in cui il reato (io lo chiamerei 'sbaglio') è stato commesso sia volontariamente che involontariamente. C'è un antico detto cinese: "Nessuna indagine, nessun diritto di parlare". E in base a questa massima questo Sistema dovrebbe rimanere in silenzio, almeno finché non sia stata condotta un'indagine completa, equa e imparziale da parte dell'Accusata. Ma il Sistema siete voi e tutti voi, a volte inconsciamente, siete a favore della pena di morte. Che ipocriti.
"Diffida di tutti coloro in cui è potente l'impulso a punire". F.Nietzsche
La polizia, strumento del potere capitalista, è una forza che genera il caos nella comunità, non la quiete. Essa ha creato più criminalità, più disgregazione, più perdita di proprietà, di vite e di pace che qualsiasi altro gruppo di criminali nella nazione. A Napoli c'è stato mandato l'esercito per proteggere i cittadini, così dicono. Gli studenti sono in rivolta e occupano scuole per i loro ideali, con forza, coraggio e caparbietà. Ma è a causa delle bande di polizia che le risse diventano inevitabili in certe situazioni e la responsabilità di tutto questo è di coloro che rivendicano di essere "agenti dell'ordine" e che brutalizzano la gente per la quale hanno giurato di essere al servizio. Ed io mi dovrei sentire protetta da queste persone in divisa? Dov'erano loro domenica 26 ottobre 2008? Non certo a pensare alla mia incolumità!
Come può un Essere Umano essere lasciato morire in un simile disonore, in un simile squallore, in un simile degrado e in completa Omertà? Una manciata di politici, perlopiù impotenti, non sanno offrire soluzioni. Abbiamo ancora molta strada da fare.





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