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Ancora Auguri a ... Me!

di patchouly (10/12/2009 - 10:56)

Auguri donna.

di patchouly (09/12/2009 - 19:14)

Quest'oggi mi faccio un regalo, prendo tempo e sto un pò con me

e scendo dal mondo un momento,

voglio rendermi conto se questi anni passati in un attimo,

spesi dietro amori e guai,

hanno avuto un senso oppure ce l'hanno, perchè oggi è il mio Compleanno.

A volte non sono sincera però non tradisco mai,

di errori ne ho fatti un miliardo, e so già che sono tanti quelli che rifarei.

E i segni che gli altri non vedono son sempre quelli che fan male di più

e sono chiusi dentro e non se ne vanno nemmeno per il mio Compleanno.

Dubbi sempre quanti ne vuoi, però tornassi indietro so che non cambierei.

Desideri chi non ne ha, però se mi domandi nella lista qual'è il primo...

rimane il desiderio che il tempo che passa non passi invano.

Quest'oggi mi faccio un regalo, prendo tempo e sto un pò con me,

è un giorno speciale e non voglio pensare a quello che non mi appartiene,

esistono i giorni difficili, comunque quelli non li canterei.

Ma adesso non ci penso e quì non verranno

perchè oggi è il mio Compleanno.

 

Dove si vola.

di patchouly (05/12/2009 - 13:14)

A volte scrivo dei post rabbiosi e taglienti (vedi post "Veleno e odio" più in basso) come del resto è la vita. Per fortuna che esiste la Musica e che mi fa dimenticare ogni cosa...per un attimo. Solo per un attimo.

 

Cosa mi aspetto da Te

cosa ti aspetti da Me.

Cosa sarà ora di Noi

cosa faremo domani...

Potremmo dirci bugie tranquillamente

oppure andare per mano per sempre.

Fammi respirare ancora

e portami dove si vola

dove non si cade mai.

Lasciami lo spazio e il tempo

cerca di capirmi dentro

dimmi ogni momento che ci Sei!

E non fermarti a quest'attimo che non ritornerà

dimmi che ogni momento per Noi sarà fantastico.

Fammi "respirare" ancora

portami dove si vola

dove non si "cade" mai...

Lasciami lo spazio e il "tempo"...

Fammi "respirare" ancora...

(Dedicata a A.C. con Amore e Brividi a pelle.)

 

Tu, tu che sei diverso...

di patchouly (03/12/2009 - 18:24)

Grande Marco!

Ovunque sei...dove sarai...

mi troverai vicino a Te.

 

Veleno e odio.

di patchouly (03/12/2009 - 16:23)

"L'armatura di metallo"

Mi tolgo l'armatura di dosso e mi sembra di essere praticamente in ginocchio. Ogni pezzo di bronzo riproduce la mia faccia e sembrano strati infiniti e falsi e infiniti e falsi, che poi ogni strato si avvicina ad un livello di verità o di falsità maggiore e alla fine è questo che non riesco a risolvere se una fine c'è o se c'è stato un inizio, un grande "bang" che non fosse una pallottola spiaccicata tra le lacrime. E poi sono piena di ammaccature e sangue, il metallo cocciato dalle armi dei nemici che forse ero semplicemente io, ne riconosco la ferocia. E pure adesso mi chiedo se questa sia un'armatura o una gabbia, magari l'ho costruita io. Ma per difendermi o per contenermi, o mi ci hanno messo dentro, perchè dovevano essere in molti, perchè ho lottato con le unghie e con i denti, ho scalciato e mi sono tutta tagliata. E ancora la sento sferragliare intorno e dentro di me e sembrano quasi parole di metallo o metallo che si è attaccato alle parole.

Lasciatemi vomitare, lasciatemi autoeleggere come "italiana", come italiana pura diretta discendente della stirpe di D'Annunzio, Marinetti, Pirandello e tutti gli altri che non erano "merda" e non erano massa, forse una degli ultimi, come ardita mutilata dalla società e dalla abnegazione che secerne codardia e stasi nelle nostre vene di quarantenni. Lasciatemi sputare "merda" e veleno e "merda" sugli antifascisti con scritto A.C.A.B sul braccio che poi si rifanno alla Costituzione mentre negano lo Stato, che poi chiedono giustizia e protezione dagli stessi Bastards Cops che hanno scritto sul braccio che con i soldi del tatuaggio, del dread e del piercing ci costruivano un pozzo in Angola, ma loro i negri li vogliono perchè cantino due cazzate simil reggae e gli vendano il "fumo" e la coca. Lasciatemi gettare odio e rabbia verso il popolo delle bandiere arcobaleno che scende al richiamo della moda, verso gli schiavi del reggae e della droga, che erigono la droga come bastione della democrazia. Lasciatemi prendere a calci i difensori della canapa, quelli che sono pronti a tutto per fumarsi una "canna" e pronti a nulla per difendere l'uomo, per vendicare la violenza e per aprire gli occhi all'orrore del mondo. Lasciatemi sputare "merda" sul fascista analfabeta che crede al Duce perchè ha giocato sei volte a biliardino in una sede di periferia di qualche agglomerato neofascista e neomedievalista. Lasciatemi pure dire che non è vero che siamo tutti uguali, forse lo siamo a livello profondo, ma non in questo teatro che sta diventando uno sceneggiato scadente e violento; lasciatemi erigere a punitrice, sviscerare ogni idea e ogni difesa a priori del crimine e della violenza. E non mi parlate di cultura e melting pot dove c'è solo violenza e brutalità e non mi parlate di cultura quando vedo burqua, stupri, veli forzati e "merda" varia. Lasciatemi cagare sugli ignoranti, sui leccaculo dello Stato che sono sostanzialmente i professori, baroni, Re, incontrastati dell'istituzione universitaria con i loro assistenti leccaculo che leccano il culo ad ex leccaculo con leccaculaggio part-time. Chiudete le scuole, diceva Papini, io dico bruciatele. Lasciatemi annunciare la gloria dell'autodidatta, il disprezzo di tutta la critica, la fede cieca nelle proprie opinioni frutto di riflessioni e attacchi d'istinto. La cultura dell'attacco e della violenza, l'analisi spregiudicata di ogni contraddizione e lo smantellamento di ogni "credo" in cui per un istante stavamo per credere. Lasciamo sorgere un "neo italiano", un difensore estremo ed esplosivo dell'identità violata di un paese violato da invasori stranieri e retrogradi frutto di culture inferiori, aberranti, devianti e dal paese stesso dai suoi mostruosi abitanti votati solo al cazzo, alla fica e al denaro. Lasciatemi gridare le forme ed i dinamismi del corpo tumefatto dell'Italia che ancora nasconde metallo lucente, pronto a risorgere nell'individuo che sia suo unico partito, sua unica religione, nella lotta tra morale e giustizia, nel rispetto del prossimo anche nella sua tremenda punizione. Lasciate che sputi ancora veleno, che strizzi il fegato e l'intestino per far schizzare roba nera che corrode ogni cosa e ribolle come il sangue nelle mie vene disintegrate, macchiate di codardia e amor proprio, nella furia del mio cervello e nel bruciare secco delle grida della mia gola che è la gola lucente d'Italia.

Ed infine lasciatemi solo dire che siete dei patetici vigliacchi e che non si può distruggere il valore di una famiglia portandola allo stremo delle forze sia morali che fisiche.

(Anonimo)

 

Mix di potere e sesso.

di patchouly (29/11/2009 - 16:24)

 

La fine del viado Brenda?

Un monito per gli altri: chi spifferava troppo ha pagato caro come nei delitti di mafia. Dal sesso al sasso e finisce così questa storia, con il sasso in bocca come in certi delitti di mafia. Brenda aveva spifferato troppe cose e l'ha pagata e adesso basta. Non uscirà più niente (purtroppo) perchè quì si muore. Tiro le somme dopo la morte di Brenda e vi spiego perchè non ha più senso la caccia a "chiappe d'oro", come il pusher Cafasso soprannominava un onorevole che frequentava le trans. Prevedo ancora qualche giorno di trambusto o poco più e poi stop alla cassa di risonanza mediatica. Tra poco c'è il Natale con i suoi gingilli ed i suoi lustrini e nessuno dirà più niente, nessuno fornirà più una prova. Per me la morte di Brenda significa stop, purtroppo...lei è simbolicamente il cadavere col sasso in bocca, per dire: ecco che cosa accade a chi parla. Anche se le indagini vanno avanti con elementi chiave come il suo pc ed i suoi cellulari, però anche lì dubito che si possa venirne a capo, conoscendo le tante contraddizioni del nostro Paese. Intanto la Capitale dei salotti buoni trema perchè il pusher dei trans Cafasso aveva detto chiaramente: "Ho in mano mezza Roma". Ma scusate dove sta Cafasso? Sotto terra, no? Prima lui poi Brenda. Voglio vedere chi ha più il coraggio di chiaccherare adesso. Certo, al lettore italiano piace leggere queste vicende, si soffermano a leggere un articolo anche per un incidente stradale e questa storia di sesso e potere continuerà ad interessare, ma di video e racconti credo che non uscirà più niente e Dio solo sa come mi vorrei sbagliare. L'unica vera grande notizia adesso è che non ci sarà più nessuna notizia perchè sono state ammazzate due persone. Nei salotti della Roma "cafonal" non calerà il silenzio su questa vicenda, ne parleranno ancora...eccome. Sui giornali niente però. Ed il grande pubblico (che siamo noi), che cosa credete, che non si sia fatto una propria opinione? Io me la sono fatta. Tanto queste cose sono sempre accadute, il mix di potere e sesso non è mai venuto a mancare e non solo in Italia. Pensiamo alla morte misteriosa della Monroe e del suo coinvolgimento con i fratelli Kennedy. Lì non ci fu il morto? E chi lo sa chi ci ha lasciato le penne. Mi sorprende molto che tutto ciò stia accadendo a Marrazzo perchè mi era parso quanto di più lontano da cose del genere, ma questa era solo una mia impressione. Però sono certa che queste cose non accadevano una volta: nel dopoguerra, periodo di lotta politica spietata tra comunisti e democristiani, a nessuno venne in mente di strumentalizzare il fatto che Togliatti aveva lasciato moglie e figli per una bella ragazza romagnola, Nilde Iotti. E sapete perchè? Perchè c'era un rispetto che oggi non c'è più. Oggi il ricatto è l'arma politica più temuta, ieri Sircana, oggi Marrazzo e sempre Berlusconi. E domani? O la piantano o saranno dolori per la destra e per la sinistra. Se continuano ad infilarsi sotto le lenzuola non sapranno mai che cosa trovano...e finiscono per essere tutti ricattabili. E chi fa politica non può permetterselo.

Brenda e Rino Cafasso...omicidi di stato?

Non so voi, ma io voglio la verità!

E soprattutto giustizia.

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Se mai...

di patchouly (14/11/2009 - 02:35)

 Se mai ti parlassero di me

chi lo sa se in fondo a te troverai un sorriso per me...

Se caso mai ti parlassero di me

spero che ricorderai quello che sono stata per te

anche se hai sofferto quanto me

spero che ti riuscirà di sorridere per me...

Se mai...io ti penso e tu lo sai.

 

Se mai...ricordati di me!

http://www.slide.com/r/SHpqNoTTyD8aXbrSMhvUkgUJcnU6oUOC?previous_view=TICKER&previous_action=TICKER_ITEM_CLICK&ciid=3242591732073446335
     

E sorridi sempre senza piangere mai.

Smile (*_*)

 

Oggi l'ignoranza è una scelta.

di patchouly (13/11/2009 - 22:12)

Ci sono delle rivoluzioni vere che spesso ci passano sotto gli occhi senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Rivoluzioni incruente ma capaci di sconvolgere abitudini consolidate da generazioni. Pensate alle ricerche che la mia generazione faceva a scuola sugli argomenti più astrusi che i professori dell'epoca commissionavano agli alunni disperati. Montagne di enciclopedie da consultare, la mitica Treccani, la Utet, tonnellate di carta per avere qualche nozione. Adesso basta un buon motore di ricerca e puoi conoscere tutto lo scibile umano. Sto parlando di Internet come avrete capito e della rivoluzione che questa diavoleria ha creato nel mondo della conoscenza. Certo, per coloro come gli adolescenti di oggi che ci sono nati dentro, resta difficile anche capire ed apprezzare il valore di questa scoperta. Mondi interi che ti si aprono con un semplice "clic", curiosità che puoi eliminare in un attimo. E allora perchè c'è in questo paese tanta disinformazione o cattiva informazione da farlo collocare al quasi ottantesimo posto nella graduatoria dei paesi peggio informati, dopo il Burundi e Guinea Bissau? Colpa dei monopoli, di Berlusconi, della Rai o quant'altro? Troppo facile di questi tempi dare la colpa agli altri delle proprie negligenze (mia madre in primis). Prima non c'erano i computer e mancava del tutto l'informazione. Adesso ognuno di noi ha a disposizione i mezzi necessari per crearsi il proprio sistema di conoscenza e di questo ringraziamo la scienza o la tecnologia. Tanto che penso di poter affermare che oggigiorno essere ignoranti è una scelta. Basta mettere insieme un pò di Internet, un mix di satellitare e qualche buona e sana lettura e vedrete che l'ignoranza scompare. Semprechè l'essere ignoranti (nel senso di ignorare, mi raccomando...) non sia una vostra libera scelta, forse anche rispettabile in alcuni casi (ma in molti nn è accettabile, non si può negare l'evidenza come chi so io fa). Se nei media di varia natura imperano veline, tette, culi e partite di calcio, vi sarà pure un motivo o forse più di uno. Gli imperatori Romani per tacitare la plebe gli offrivano i giochi dei gladiatori; "panem et circenses" oggi sono stati sostituiti dal "cunnus et pallam" volgarmente gnocca e pallone. Non lamentiamoci allora se ci dobbiamo sorbire Vespa e Santoro, nessuno ci obbliga a guardarli: la tv è solo un elettrodomestico che può stare anche spento. Il vostro cervello no. Usatelo, fatevi voi il vostro programma, perchè oggi avete tutti i mezzi a disposizione per conoscere e capire l'operato del Sistema di questo nostro paese. Poi potete anche scegliere di ignorare ciò che non vi interessa.

L'informazione salva gli esseri umani, più informazioni noi ci diamo più sopravviviamo a qualunque cosa. Non aspettate che sia troppo tardi...parlate, parlatene con i vostri figli ed informateli di tutto, solo così si può essere dei bravi e veri genitori. Almeno in futuro non avrete sensi di colpa...e nessuno potrà accusarvi che voi siete stati le cause principali della rovina di vostro figlio (o figlia).

(Io, essendo orfana di padre, mi sarei aspettata molte più informazioni dagli uomini che ho amato e con i quali ho avuto le relazioni più lunghe - quattro storie importanti -. Purtroppo da loro non ho ricevuto nessuna spiegazione, hanno usato "l'ignoranza". Ma non gliene faccio una colpa, in fondo non sono sangue del mio sangue e non avevano nessun interesse di mettermi a conoscenza di determinate cose. Ma un genitore se non ti informa non si può perdonare.) Sfogo di una figlia delusa.

Cosa mi è costato "vivere"...ciao Alda.

di patchouly (02/11/2009 - 20:41)

"...Cristo quando salì sulla croce era già morto

e non sentì il dolore dei chiodi...

...castigarono il corpo di Cristo,

lo volevano morto,

lo volevano spento,

lo volevano tragicamente offeso

e quando Cristo, arrancando sulle ginocchia,

si conduceva al patibolo, non immaginava che la porta del Padre

avrebbe issato per lui quella croce di cui non era responsabile.

Ed ecco il teatro magnifico della Crocifissione

in cui Dio cricifigge il Figlio e lo dimostra a tutti...

...ed ecco le tenebre della morte cadere non su di lui

ma sugli uomini che l'hanno crocifisso."

Ciao Alda!

La poesia di un'anima sola, Alda Merini, era indissolubilmente legata a Milano come la nebbia, i Navigli e la solitudine. E la poetessa di nebbia, Navigli e solitudine è vissuta fino a 78 anni, prima di spegnersi, ieri pomeriggio, in un reparto di oncologia di un ospedale di Milano. Amici ne aveva, per carità, estimatori ancora di più. Ma alla particolare solitudine di tutti gli artisti lei aveva dovuto unire, per anni, quella della follia, o almeno di quella che tale è considerata dalla società normale; quella normalità che Alda aborriva. E questo lo sa bene chi ha letto la rigorosità scabra di alcune sue celebri raccolte di poesie: "Più bella della poesia è stata la mia vita", "Clinica dell'abbandono" e "Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati". E poi anche la prosa: "L'altra verità. Diario di una diversa", "Il tormento delle figure" e "La pazza della porta accanto" con cui vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo nel 1996. Alda Merini è stata una delle più grandi artiste del Novecento, vicina, vicinissima al Nobel. E' nata a Milano, da famiglia modesta, il 21 marzo del 1931, non a caso il primo giorno di primavera. E ha iniziato giovanissima, a 16 anni, a scrivere poesie. Come tutti i grandi artisti ha una sensibilità particolare che molti suoi amici accostano alla capacità di vedere il futuro; proprio questa enorme sensibilità l'ha fatta ammalare e, purtroppo, internare in vari "manicomi" d'Italia. Ultimamente nella sua fumosa e polverosa casa di Ripa di porta Ticinese ha trascorso lunghi periodi di solitudine che si alternano a serate piene di fedeli amici, giovani ammiratori, studenti avidi di sapere. Anni fatti anche di estrema indigenza, tanto che in molti si sono dati da fare per aiutarla. E sempre forte fu l'anima mistica, provata dai molti inferni, nelle parole scritte dalla Merini, mistica ma anche erotica riassunta in titoli come "Corpo d'amore", "Un incontro con Gesù" nel capolavoro "La Terra Santa". Credo che la vera felicità sia esercitare liberamente il proprio ingegno, perciò Alda non ha aspettato il momento opportuno, lei se l'è creato: ha modellato l'azione alla parola e la parola all'azione, perchè se il mondo fosse chiaro l'Arte non esisterebbe. Qualche giorno fa aveva detto agli amici: "Io non voglio morire in un giorno qualunque, voglio morire in un giorno importante", infatti, il fato ha voluto, che ci ha salutati tutti nel giorno dei Santi e mi piace pensare che adesso siano tutti lì in cielo a festeggiarla, lei e la sua arte unica.

"La verità è sempre quella

la cattiveria degli uomini

che ti abbassa

e ti costruisce

un santuario di odio

dietro la porta socchiusa(La Terra Santa)

Sono nata il 21 a primavera

ma non sapevo che nascere folle

aprire le zolle

potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve

vede piovere sulle erbe,

sui grossi frumenti gentili

e piange sempre la sera.

Forse è la sua preghiera.


La negritudine.

di patchouly (21/10/2009 - 21:57)

Signori Ministri, Signore, Signori

(...) Pensate che proprio in Africa, circa due milioni di anni fa, sono cominciati ad apparire gli austrolopitechi (o preominidi o paraominidi, come dicono altri). L'ambiente era dunque favorevole. Sugli altopiani dell'Africa, nella dolcezza del clima che si può vivere ancora oggi a Kiwu, animali e piante erano intimi con l'uomo. Là si è intessuta allora, fra gli uomini, gli animali e le piante, ossia fra gli elementi della natura, tutta una rete di legami e di corrispondenze che dormono nel fondo della nostra memoria in immagini archetipe. In ogni caso è questo l'ambiente che ha dato al negro-africano un certo stato d'animo, una certa sensibilità o, come dicono i tedeschi, Ein-fublung, messo in rilievo dagli etnologi. Il negro ha i sensi aperti a tutti i contatti, alle più lievi sollecitazioni. "Sente" prima di vedere e reagisce immediatamente al contatto con l'oggetto, e cioè alle onde che esso emette dall'invisibile. E attraverso questa potenza di emozione egli prende conoscenza dell'oggetto. Qualcuno mi ha rimproverata di aver definito l'emozione come negra e la ragione come ellenica, cioè europea. Ed io mantengo fermamente questa mia tesi. Il fatto è che il bianco europeo tiene l'oggetto a distanza. Lo guarda, lo analizza, lo distrugge o per lo meno lo soggioga, per utilizzarlo. Il negro-africano intuisce l'oggetto ancor prima di sentirlo, ne assimila le onde invisibili e i contorni; poi, in un atto d'amore, lo incorpora a sé per conoscerlo profondamente. Là dove la ragione discorsiva, la raion-oeil del bianco si arresta alle apparenze dell'oggetto, la ragione intuitiva, la raison-éntreinte del negro, al di là del visibile va fino alla realtà nascosta dell'oggetto puro, al di là del segno, per afferrarne il senso. Perciò per il negro-africano, ogni oggetto è simbolo di una sotto-realtà che costituisce il vero significato di quel segno afferrabile. Ogni forma, ogni superficie, ogni linea, ogni colore e ogni sfumatura, ogni odore e profumo, ogni suono, ogni timbro, ogni cosa ha il suo significato. Certamente procedo per semplificazioni, tuttavia resta il fatto che il bianco europeo è, innanzitutto, discorsivo e il negro-africano intuitivo. Resta il fatto che ambedue sono uomini razionali, Homines sapientes, ma non nello stesso modo. (...) Ecco dunque i valori fondamentali della negritudine: un raro dono di emozione, una ontologia esistenziale e unitaria, che fa capo al surrealismo mistico, a un'arte impegnata e funzionale, collettiva e attuale, il cui stile si caratterizza attraverso l'immagine analogica e il parallelismo asimmetrico. Concludo: la vera cultura è mettere radici e sradicarsi. Mettere radici nel più profondo della terra natia. Nella sua eredità spirituale. Ma è anche sradicarsi e cioè aprirsi alla pioggia e al sole, ai fecondi rapporti delle civiltà straniere...

"Assassini"

Sono là distesi lungo le strade conquistate, lungo le strade del disastro,

Come snelli pioppi, statue cupe di dèi drappeggiati nei lunghi mantelli

d'oro,

I prigionieri senegalesi tenebrosamente coricati sulla terra di Francia.

Ma invano fu stroncato il riso tuo, il fiore più nero della tua carne,

Tu sei il fiore della bellezza prima, in tutto questo vuoto deserto di

fiori,

Sei fiore nero dal sorriso grave, diamante d'un'epoca perduta.

Voi siete il limo e il plasma della primavera virente del mondo

La carne siete della coppia primigenia, il ventre fecondo, il seme

Siete la sacra geminaia dei giardini del paradiso

E la foresta irriducibile, vittoriosa di fuoco e folgore.

Il canto vasto del sangue vostro vincerà macchine e cannoni

La vostra parola palpitante, i sofismi e le menzogne

Senz'odio voi che ignorate l'odio, senza astuzia voi che ignorate

l'astuzia.

O Martiri neri, razza immortale, lasciate che dica parole che

perdonano.

Sangue sangue o sangue nero dei miei fratelli, voi macchiate

l'innocenza delle mie lenzuola

Voi siete il sudore in cui si bagna la mia angoscia, siete la

sofferenza che arrochisce la mia voce.

Ascoltate la mia voce cieca, geni sordomuti della notte.

Pioggia rossa di sangue cavallette! E il mio cuore grida all'azzurro e

alla pietà.

Voi non siete morti inutili! Questo sangue non è acqua tiepida.

Bagna denso la nostra speranza, che fiorirà al crepuscolo.

E' la nostra sete la nostra fame d'onore, queste grandi regine assolute.

Non siete morti inutili. Siete i testimoni dell'Africa immortale

Siete i testimoni del mondo nuovo che sarà domani.

Dormite o Morti! e che la mia voce vi culli, la mia voce di corruccio

che culla la speranza